Cordero de dios (di Lucia Cedron, 2009)


Rosa camuna d'oro al Bergamo film meeting 2009 assegnata ad un film interessante sul ruolo della coscienza collettiva nella rivisitazione dei grandi eventi che hanno sconvolto il tessuto sociale di un paese. Questo film attraverso la storia di una famiglia e conseguentemente ad un fatto di cronaca si pone come prerogativa pregevole quella di unire su uno stesso piano di realtà due periodi bui per la storia dell'Argentina. Apparentemente privi di legami, dittatura degli anni '70 e crisi economica dei primissimi anni del nuovo millennio custodiscono un profondo vincolo. L'introspezione di una madre/figlia segnata da segreti che vengono alla luce e un'asciutta ricostruzione storica del passato sono le chiavi per comprendere le dinamiche del rancore, dei sensi di colpa, di un profondo segno tenuto dentro per troppo a lungo e che una volta rivelatosi in tutta la sua chiarezza pone la questione del perdono, in una parte finale convincente. D'altra parte c'è Guillermina, troppo piccola alla fine degli anni '70 ma per la quale gli eventi sono stati talmente determinanti nel cambiare la sua vita da restare vividissimi. Ma quanto è imprescindibile rivelare e unire la propria coscienza degli eventi che hanno cambiato la vita dei protagonisti, seppur nell'arduo compito di farla emergere, perchè ciò significa aprire totalmente dapprima a se stessi e in un secondo momento agli altri il senso che ciascuno può attribuire al proprio vissuto.
La nostalgia è l'aspetto più dolce di questo film sincero fino in fondo.

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