A snake of june (di Shinya Tsukamoto, 2002)


Il film che segna una svolta nel cinema del regista giapponese. Essendo un film di Tsukamoto non bisogna aspettarsi un erotico tout court, ma qualcosa di eterogeneo, ricco di sfaccettature, di dicotomie: libido/repressione, sanità/malattia, integrità/mutilazione, solo per citare quelle che mi hanno colpito maggiormente.
La catarsi (altro tema caro al regista) di coppia, che si compie nella bellissima scena finale, passa attraverso delle riconciliazioni individuali con delle parti di sè, di Rinko e del marito, represse o nascoste. E' una presa di coscienza che si impone come una vera e propria prova di sofferenza e espiazione, per entrambi. Forse troppo più dinamica e centrale quella di Rinko, meno tratteggiato invece il profilo del marito, a mio avviso.
Il nodo centrale di coppia e dell'intero film, ed elemento di maggior fascino per me, è rappresentato dal cancro. Esso si pone come interrogativo morale per entrambi, ulteriore elemento di incomunicabilità (la scena in cui Rinko confessa al marito che per guarire dovrebbero asportarle il seno, è uno dei momenti reali più interessanti) e pur tuttavia risolvibile, forse solo sul piano psichico (?) nella conturbante scena finale a cui ho già accennato. Forse che al dolore (altro tema fondante) si possa rimediare psichicamente attraverso il pieno insight della propria sessualità?

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