Nightmare detective (di Shinya Tsukamoto, 2006)


E' stato più che un indizio, una conferma. Ossia che sul piano formale Tsukamoto stesse cambiando pelle senza snaturare la qualità dei soliti contenuti interessantissimi.
Personalmente lo trovo un film in cui il consueto stile caustico e dal forte impatto sul versante delle sensazioni ha perso un pò di vigore, in favore di un'analisi che si è fatta tuttavia più inconscia e meno svelata.
E così il dramma esistenziale viene recuperato non tramite una trasformazione fisica quanto inconscia: i primi segnali del cambiamento erano giunti con 'a snake of june', in tal senso.
Nel connubio tra sequenze oniriche e realtà, amalgamate perfettamente, è un film sul recupero di sensazioni primordiali perse nella routine e nell'immagine di un falso Sè che costruiamo col trascorrere degli anni fino ad identificarci con esso. E così la protagonista (sinceramente non ho trovato molto convincente l'attrice che la interpreta, Hitomi, nota pop star - !! -) dovrà fare i conti con questa riscoperta che l'accomuna agli altri più di quanto potesse pensare.
Non si tratta ovviamente di una 'normale' indagine investigativa, bensì di un mezzo tramite cui approfondire la tematica e contrapporre maggiormente l'inconscio alla parte conscia, l'indagine introspettiva a quella sul campo (della quale ci scorderemo presto).
Un gran bel film, avvalorato da sequenze tremende, alcune delle quali mi hanno riportato alla mente il bellissimo corto 'haze' del regista.

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