Coraline e la porta magica (di Henry Selick, 2008)


Carrol in versione 'dark': un film d'animazione per adulti che tratta temi di una certa complessità attraverso gli occhi di una bambina.
Coraline è arguta, sdrammatizza, è alla ricerca del gioco e dotata di grande fantasia. Peccato che debba fare i conti quotidianamente con un contesto famigliare deprimente: i genitori della 'new generation' costantemente indaffarati nel lavoro e incapaci di prestare alla figlia la benchè minima attenzione. Lo stile educativo è di deprivazione e rigidità nelle regole, a cui si accompagna un'affettività rappresentata all'eccesso della sua durezza. Di conseguenza il giudizio critico di Coraline su cosa si concentrerà? Ovviamente su ciò che in qualche modo le 'spetta': mangiare ciò che vuole, essere amata e coccolata. Avere voce in capitolo. La scoperta della porta apre un mondo parallelo che rivoluziona tutto: i personaggi, le loro vesti, le loro accezioni. E soprattutto il senso critico: quali sono realmente i nostri bisogni, come comportarci in prima persona per migliorare le situazioni; cosa si nasconde dietro il magnifico 'teatro dell'assurdo' che è la vita, che passa anche e direi soprattutto 'attraverso' quei personaggi così weird che affollano il vicinato (le due sorelle sono il top...febbrilmente esilaranti).
Coraline si misura con tutto ciò, e inizialmente affascinata (giustamente) da ciò che ha sempre coltivato nella propria fantasia di cambiamento e di rinnovamento, scopre che dietro quel mondo zuccheroso si nasconde la vera anaffettività. La vita è quella quotidiana, bisognerebbe riportare il desiderio immaginifico ad un livello di realtà che è insito in ciascuno di noi; risvegliare quel che gli altri già posseggono. In questo modo possiamo operare a partire da noi un processo di conversione che è irrealizzabile nel feticcio. L'orpello è solo un punto immaginario della ricerca, dietro nasconde il vuoto, e tale vuoto non può essere oggetto di conversione, appunto, ma solo una meta temporaneamente illusoria.
L'animazione in stop motion è poi grandiosa, e per giunta per la prima volta sposa il 3D (la visione bidimensionale temo penalizzi questo gioiello tecnico).
In conclusione ci troviamo dinanzi ad film d'animazione coraggioso, totalmente fuori dagli schemi, e ricco di contenuti (su tutti, ribadisco, quello del 'doppio').

Nessun commento: