Augury - Concealed (2004)




"The ultimate recipe for power:
First spread the disease, then come selling the pill"

Canada, Quebec, Montreal. Se intendiamo conoscere i pregressi di questo capolavoro assoluto di un genere che pochi anni prima era stato giudicato a più voci "incapace di rinnovarsi", scoperchiamo una scena prolifica più che mai, nata prepotentemente nella seconda metà degli anni '90, ed erettasi su tre pietre miliari come 'None so vile' (il secondo album dei Cryptopsy, del 1996),‘The erosion of sanity’ e ‘Obscura’ (rispettivamente secondo e terzo album dei Gorguts), senza dimenticare i primi Kataklysm (di ‘The Mystical Gate of Reincarnation’ del 1993 – EP – e ‘Sorcery’ del 1995).
Gli Augury sono una band che ruota su tre musicisti di grandissimo spessore tecnico: Patrick Loisel (voce e chitarra), Mathieu Marcotte (chitarra) e Dominic ‘Forest’ Lapointe (basso). Patrick ha radici thrash in una band, Foreshadow, rimasta underground. In ‘Origin’ (1999) dei Kralizec suona un pò di tutto e in quel disco un bel po’ controverso (per un’etichetta portoghese, tra l’altro) dà prova della sua versatilità vocale e di un certo apprezzamento per melodie epiche e orientali che costituiscono anche buona parte del ‘mood’ degli Augury. Risale al bellissimo ‘Deep Inside’ download (2000), primo e unico disco degli Spasme, il primo incontro musicale con Mathieu Marcotte: quest’ultimo era la mente degli Spasme, alla chitarra, mentre Patrick in quel disco è un semplice session alla tastiera.
E’ dell’anno seguente invece il primo disco degli Atheretic, anch’essi fautori di un death-metal brutale e tecnico in cui il basso era suonato da Dominic (‘Adhesion, Aversion’ download), anche se è un elemento penalizzato dalla registrazione.
Con Ethienne Gallo, batterista strepitoso che ritroviamo tra gli altri anche nei primi Neuraxis e nel primo e unico disco dei Disembarkation (‘Rancorous Observision’ del 2000, bellissimo, sempre per la Neoblast download) i tre formarono gli Augury.
Una band che si contraddistingue per la varietà e la ricercatezza della proposta. Una padronanza degli strumenti invidiabile. Ogni musicista si ritaglia il suo spazio in una composizione finale che è il risultato di tasselli diversi che si combinano in un unico quadro multiforme e vario, sempre imprevedibile, tra giochi di chiaro/scuro magici creati con le alternanze e compresenze di chitarre acustiche, giri e soli di basso meravigliosi, assoli e melodie esemplari.
Di brutal gli Augury non hanno molto. Il loro death metal è improntato su ritmiche possenti e claustrofobiche che ricordano quelle del citato ‘Obscura’, effettivamente, ma a cui aggiungono poliritmie in diverse salse. Gli assalti sonori sono veramente devastanti ma i blast beats di Ethienne non sono esageratamente sostenuti come quelli di Flo Mounier, per fare un esempio. L'uso delle melodie è eccezionale perchè esse non sono la base del suono ma un supplemento utilizzato spesso per diversificare il pattern ritmico. E hanno lo stesso scopo l'uso magistrale del basso da parte di Dominic, l'utilizzo dei cori femminili, la versatilità della voce di Patrick anche nell'uso del growling stesso.
La creatività è invidiabile, il quadro complessivo è vario ma calcolato in ogni suo dettaglio, mai inutile sfoggio di tecnica o tentativo di impastare suoni e generi diversi (un po la pecca del disco dei Kralizec anticipato sopra).
E poi ci sono quegli intermezzi acustici veramente deliziosi, quell'atmosfera onnipresente dal sapore solenne e malinconico. E non è quel gusto orientale che i Nile o i conterranei Necronomicon (che si fanno preferire ai ben più blasonati statunitensi) pongono come prerogativa, ma un fascino che aleggia in modo persistente sull’intero disco evocato dall'insieme. Dominic è uno dei bassisti più dotati della scena metal, da solo vale l’acquisto di questo monumentale disco già di culto a soli 5 anni dalla sua uscita per la piccola Galy records.
E' difficile stabilire i brani più suggestivi. 'Nocebo' è uno dei miei preferiti in assoluto, ma potrei citare qualunque brano, da 'Beatus' che ha una parte finale trasinante fino al solo di Pat con la risonanza, o l'intro di basso di 'Cosmic migration'. '...ever know peace again' ha un climax finale da brividi, in cui Patrick tocca la vetta del coinvolgimento emozionale che è capace di trasmettere. 'From eden estranged...' una strumentale contraddistinta da arpeggi mozzafiato, 'Alien shores' un intro delicato in cui spicca un assolo incredibile di Patrick e più in là un intermezzo acustico (tanto per cambiare) con voce femminile da capogiro.
Anche i primi due minuti di 'The lair of purity', il brano più lungo del lotto, sono acustici e la voce di Arianne è perfettamente calzante all'atmosfera.
Un disco strabiliante da avere assolutamente per qualunque amante del death-metal tecnico e sperimentale.

Download





Download

Nessun commento: