Mourning Sign - Multiverse (1996)





"Just another warning
Just another revelation
Just another mindtrap
Just another mourning
Just another insane
Just another retard
Just another jester
Just another jesus"

I capolavori restano, perchè sebbene sia passato quasi inosservato, questo è il CAPOLAVORO dei Mourning Sign, un disco sbalorditivo capace di annientare ancora oggi le restrizioni dei puristi di un genere come il death metal: dopo la metà degli anni '90 molti sostenevano che il genere fosse privo di sbocchi...una delle smentite era già dietro l'angolo, taciuta, purtroppo, da una distribuzione prossima allo zero della etichetta italiana Godhead (e questo gioiello è il canto del cigno del gruppo, unitamente alla fine di un sodalizio con l'etichetta decisamente non roseo..). A dispetto di un artwork minimale, inserisci il disco e sei già catapultato in una strofa impressionante: è la partenza di 'just another jesus', uno dei miei brani preferiti. Ora i Mourning Sign rispetto al passato hanno maggior padronanza del loro talento, sanno strutturare i brani con maestria, lasciando sempre spazio all'imprevedibile. La qualità dei riff è stupefacente, gli intermezzi geniali. C'è un tocco PROG persistente, così come altri piccoli ma persistenti omaggi al jazz. Cioè basta dire che in questo brano d'apertura l'intermezzo è FLAMENCO, un passaggio spaziale che prepara al finale col riff stoppato da urlo. Che brano! indimenticabile. La prima parte del CD è stratosferica, si passa per 'I'll be dancing' (che linko), sempre basato sul contrasto tra parti incazzose e sprazzi improvvisi di melodia e sfumature rock. Kari padrone della scena con un tocco ancor più sperimentale e definito che in passato, le sue parti soliste si sono improvvisamente trasformate in meravigliosi affreschi melodici su cui la voce di P-O Saether (che ha contribuito al solito Robert Porschke nelle performance vocali del disco) si adatta sapientemente.
Ancora chiaro/scuro tra vorticosi riff e arpeggi in 'subtle climax', terzo brano del lotto e altro MUST, con un finale da headbanging pur non essendo tirato (altro riffone stoppato), dopo un assolo di Kainulainen ancora una volta strepitoso! (non tanto per tecnica quanto per presa..).
Gli echi post-thrash sono persistenti, ancor più definiti, diluiscono una proposta che ora sembra impossibile etichettare come 'death metal'. Questo disco è la liberazione dai limiti musicali, privo di barriere concettuali e ricco, molto ricco di emozioni. 'Repent' che si apre esattamente con un riff quasi-meshuggah è un altro brano capolavoro. 'The Piper', altro brano dal sapore prog-metal..E così via...tra episodi decisamente ancor più sperimentali ('Neerg') e persino piccoli inserti di musica celtica (la bellissima 'get real').
Solo per menti aperte.


"You're just another jesus without the crown of thorns.
Save me mister jesus I'm too weak on my own hah"

I'll be dancing

Nessun commento: