Unexpect - In a flesh aquarium (2006)







Forieri di una rielaborazione del tutto personale del concetto di 'avantgarde' sin dagli esordi, i canadesi (della stupefacente scena musicale del Quebec) Unexpect hanno dovuto aspettare il loro secondo album prima della consacrazione a livello mondiale. Il primo disco autoprodotto lasciava intravedere uno stile già strabordante di idee nuove, fresche e stravaganti. Qualche cambio di formazione e in particolare l'ingresso di uno dei bassisti più dotati della scena estrema mondiale hanno permesso un salto di qualità tecnico impressionante. Già il MCD '_we, Invaders' (2003) col quale il sottoscritto fece la conoscenza della proposta del gruppo, la formula era pressochè ridefinita per esplodere tutta la potenzialità tecnica e compositiva. Definire la musica degli Unexpect è realmente impresa ardua. Ci proveremo: una sezione poliritritmica su solide chitarre supportata da ritmiche di batteria e di basso perennemente sfalsate, il tutto arricchito da violino e tastiera/pianoforte che fungono molto di più che da semplice complemento: spesso infatti oltre che collanti dei brani sono i motori da cui si sviluppa l'intera strofa. A ciò si aggiungono le voci dei due chitarristi che rielaborano growl e scream con delle modulazioni quasi-gnomiche in una performance perennemente teatrale. La voce della cantante Leilindel si snoda sinuosamente regalando delle linee vocali eclettiche che ricordano in certi punti vagamente quelle di Monika Edvardsen degli Atrox. Le strutture? I brani sono il trionfo di destrutture continue capaci di far immergere l'ascoltatore in un'atmosfera psicotica che si sposa perfettamente con i testi. Il bassista ChaotH è micidiale, suona quasi costantemente in slap e in tapping il suo QUASI-Chapman, praticamente un basso a 9 corde da lui stesso introdotto per la prima volta al mondo in una data del 2003. E' dotato di una inventiva non comune che impreziosisce la musica degli Unexpect fino a costituirne la vera anima, bizzarra e poliedrica.
I riferimenti della musica degli Unexpect sono e potrebbero essere molteplici, quel che balza inevitabilmente all'orecchio è l'originalità nel rielaborarli in una miscela studiata e efficace, forse quasi del tutto incomprensibile ad un primo approccio, come è giusto che sia. La base per giustificare ciò con cui ci ritroviamo a che fare potrebbe partire da certo death-metal tecnico, a cui si aggiungono segmenti sinfonici, funky, prog, jazz, psichedelici e perfino un certo gusto etnico (ed è per questo che mi viene spontaneo accostare certe sensazioni di questo disco al memorabile 'Ka Ba Ach' dei Forgotten Silence) e per la musica classica, adattati con tale maestria da snellire ed elevare il suono ad un livello indefinibile, bellissimo, totalmente fuori dagli schemi. Un altro disco che potrebbe risultare lontano parente della musica degli Unexpext è il fondamentale 'Immense intense suspense' (1994) degli olandesi Phlebotomized.
Anche come attitudine il gruppo (composto da 7 elementi) si presenta con un look stravagante e folle che riflette la propria musica.
Tutto il disco è magistrale, senza cadute di tono, ed in particolare con la triade 'the shiver' (scritta in ungherese) il gruppo tocca la vetta del proprio istrionismo, folle e geniale.
Questo disco è un capolavoro del metal sperimentale, capace di trascendere con esuberante eleganza e padronanza dei propri mezzi ogni etichetta e concetto in ambito di musica estrema. Solo per aperture mentali.
La band è al lavoro per il terzo album, vedremo cosa sarà capace di tirar fuori ancora una volta dal cilindro magico di cui è in possesso.

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1 commento:

LyL ha detto...

Mi ha incuriosito il bassista...
Premetto che -da brava ignorante- non conosco il gruppo. Però appena ho un po' di tempo me li vado ad ascoltare quasi quasi. Mi hai incuriosito... :]

L.