L'uomo che cadde sulla terra (di Nicholas Roeg, 1976)


Un film malinconico, molto complesso, prolisso e riuscito solo in parte, ma da vedere assolutamente.
L'attrattiva principale, più che nelle straordinarie capacità del regista, risiede in David Bowie alla sua prima interpretazione ma sicuramente la più intensa e calzante. Un Bowie notevole, sbalorditivo (anche quando non vuole), che col suo volto da pupazzone non poteva che essere perfetto nella parte di un alieno.
Di fondo, la solitudine dell'uomo, ma anche il suo profondo cinismo. Tutto ciò è amplificato dal gusto visionario del regista, un prendere o lasciare che lascia sicuramente spesso frastornati ma inevitabilmente ammaliati. Molto erotico, fantascientifico sì ma anche molto seventies per cultura e costumi.
Da brividi la sequenza della visita.

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