La maschera della morte rossa (di Roger Corman, 1964)


R.R.: "Believe? In a deily long dead? -
I would rather be a pagan suckléd in creeds outworn;
Whith faärtytales fill'd up in head;
Thoughts of the Book stillborn."

L.K.E.:"Shadow of annoyance -
Ne'er come hither!
...And when He falleth, He falleth like Lucifer,
Ne'er to ascend again..." (R.R. '96)

La fusione dei due racconti ('la maschera della morte rossa' e 'hop frog') è mirabile: del primo il film conserva solo in parte il fascino spettrale del castello e della pestilenza che incombe al di fuori; del secondo (un racconto che mi piace molto) il personaggio del nano che inserito in quel contesto rende molto la beffa ai danni del patetico e primitivo vuoto dello sfarzo degli invitati e della corte. Lo "scherzo" al consigliere (Patrick Magee, il mitico Mr. Alexander di 'A clocwork orange') è uno degli inserti migliori della sceneggiatura (nel racconto era rivolto al re e ai sette consiglieri) perchè è la base del terzo anello del film, quello cardinale probabilmente, ossia la Morte che livella tutti e che si erge al di sopra delle due figure antitetiche per eccellenza nell'iconografia cristiana. L'utilizzo della 'casta' Francesca e degli altri due personaggi è un'ulteriore sfaccettatura che completa il quadro, in cui tuttavia sposta gli equilibri grazie alla sua performance il solito gigionesco Vincent Price, padrone della scena.
Un buon film a cui tuttavia manca la giusta tensione.

Francesca: "But you need no doors to find God.
If you believe...."

Prospero: "Believe?! If you believe you are gullible.
Can you look around this world and believe
in the goodness of a god who rules it?
Famine, Pestilence, War, Disease and Death!
They rule this world."

Francesca: "There is also love and life and hope."

Prospero: "Very little hope I assure you. No. If a god
of love and life ever did exist... he is long
since dead. Someone... something rules in his
place."

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