Sacramentum - Far away from the sun (1996)



Da molti considerato uno dei capolavori degli anni '90, 'Far away from the sun' (registrato tra il Giugno e il Luglio 1995 negli Unisound) è sicuramente un manifesto del genere, e un oggetto di culto e di studio a distanza di oltre dieci anni.
Appartiene alla schiera di album derivativi di quel caso più unico che raro chiamato 'The Somberlain' (1993), pietra miliare capace di gettare le coordinate di un nuovo genere musicale. Eppure al pari di altri maestosi dischi registrati più o meno nello stesso periodo (Maggio 1995: Tusen År Har Gått; Novembre 1995: Welcome my last chapter) 'Far away...' pur subendo l'imprintig dei Dissection è un disco talmente personale e ricco di sfaccettature da liberarsi senza dubbio del marchio di 'clone'.
E' singolare la storia della band, perchè ha strappato il primo contratto discografico con la francese Adipocere, e dopo il successo (underground, naturalmente) dell'EP 'Finis Malorum' (1994) e 'Far away from the sun' (1996), per l'appunto, tentò il salto a band mainstream con la tedesca Century Media, tornando ad avvicinarsi molto più alle proprie radici death metal, snaturando notevolmente la componente atmosferica che i riff magici che animano il loro primo disco intero sono capaci di sprigionare.
Il primo MCD 'Finis Malorum' è un'opera black, ricca di buoni riff e di brani ancora piuttosto acerbi. E' il prototipo di quel che viene mostrato al mondo in 'Far away from the sun'.
Innanzitutto è determinante l'ingresso in formazione del batterista Nicklas Rudolfsson. Questi possiede basi riconducibili ad altri generi rispetto al black (tra i suoi progetti, ha dato spazio soprattutto alla sua passione per il doom), e fondamentalmente è un batterista death. Il suo drumming sul disco è di qualità notevole, garantisce al suono un volto diverso, ed è la sola presenza death-metal dell'album. Nysse Karlén invece passò dal ruolo di secondo chitarrista a quello di bassista, lasciando il diciannovenne Anders Brolycke come unico chitarrista e principale songwriter.
Il lavoro di basso di Nysse è penalizzato dalla registrazione e solo in alcuni frangenti si mostra in tutta la sua classe. Nel brano di apertura, tuttavia, è proprio il giro di basso che precede la strofa "I was no longer.." uno dei più emozionanti dell'intero CD, assieme alle splendide dissonanze tra prima e seconda strofa, e seconda e primo bridge ("I slept in hypnotic and hysterious sleep...").
La classe di Anders fa il resto. Una fucina di riff geniali, a ripetizione, che animano tutto l'album, fino alla fine. Capaci di creare un'atmosfera fredda e ipnotica.
Tutto il disco è da pelle d'oca, genera sensazioni di brivido fin dalla copertina e dai colori del booklet (ebbene in ciò assomiglia molto allo stile dei Dissection). I brani sono strutturati con maestria, e riservano sempre degli spunti finali strumentali che lasciano a bocca aperta.
Questo è uno dei dischi più emozionanti che io conosca, una delle grandi risposte a chi ritiene che il black metal non sia capace di generare emozioni.
Estasi totale.

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