Unanimated - Ancient god of evil (1995)



Se oggi viene rivalutato un disco come 'World of myths' dei Crypt of Kerberos, figuriamoci 'Ancient god of evil'. Death metal troppo particolare per spiccare in un'annata stracolma di uscite mainstream. Altri tempi, decisamente. L'immagine simbolica che racchiude ciò che sto cercando di spiegare, è P. che cerca di schiacciare il CD prima, e di lanciarlo contro una parete poi, blaterando che fosse un disco di merda. Mio fratello risucì a copiarlo su MC prima che fosse rivenduto e facesse dei giri strani. Io l'ho preso per altre vie e lo custodisco gelosamente.
Se il primo 'In the forest of the dreaming dead' è sempre stato accreditato come derivativo degli At the Gates dell'epoca (non è vero), 'Ancient god of evil' contiene tali e tante melodie in un ibrido death/black che contrariamente a quel che si possa pensare, dei Dissection ha ben poco. La grande attrattiva del CD, diciamolo, è la chitarra solista di Jonas Mellberg. I suoi assoli sono estremamente melodici, 'classici', delle vere perle, e spesso chiudono i brani in effetto fade-out. Artista controverso, scelto da Cristopher Johnsson per suonare tastiere, piano e chitarra solista sul capolavoro dei Therion 'Theli', ci piace ricordarlo per quel che ha creato in questi due dischi memorabili (penso all'assolo di 'The siren of the woods') e non per la sua prematura uscita dalle scene musicali: la leggenda vuole che durante una cover in studio alla fine delle registrazioni di 'Theli' sia uscito senza dire una parola, e non abbia più fatto ritorno (in tutti i sensi).
Peter Stjarvind alla fine degli anni '90 disse in un'intervista che odiava tutto il filone di death melodico perchè ad esempio nel death metal, sosteneva, i solos devono essere acidi. Bè Mellberg in realtà è uno dei rarissimi (e persino originali) esempi del contrario: si possono realizzare inserti ultramelodici anche in un genere che non ha assolutamente nulla a che vedere con la nascente (all'epoca) corrente di death-metal melodico.
Micke, voce storica dei Celestial Pain, cantante piuttosto espressivo e dal timbro particolare. I suoi testi? Lasciamo stare. Concettualmente la band è parecchio debitrice agli stereotipi della scena estrema, a partire dalla copertina del disco, una delle robe più insensate della storia della musica estrema: la collana-patacca con la croce rovesciata con tanto di diamantozzo (era di Richard ndr) su uno sfondo rosso. Problemi di budget? Ok che anche sul primo disco la copertina non fosse l'emblema dell'originalità (una foto di gruppo), ma 'Ancient...' raggiunge il top dell'orrore. Ormai mi sono talmente abituato che non ci faccio neppure più caso e non riuscirei ad immaginare il disco con una copertina diversa.
Johan detto 'Jojje' ma anche 'Ufo' è il chitarrista ritmico, è uno dei principali artefici del trademark degli Unanimated (che per inciso, è chiaro fin dal primo disco...'Ancient god of evil' ne esaspera il lato melodico).
Richard Cabeza, uno dei bassisti più noti della scena estrema svedese per aver militato per tantissimi anni, e fin dall'inizio, nei Dismember (il suo intro di 'Dreaming in red' è leggendario), altra mente del gruppo, nonostante ormai viva nel Texas con la sua compagna statunitense è tornato in seno al gruppo per questa reunion tutta da scoprire...le intenzioni sembrano essere rimaste quelle lasciate all'immaginazione 13 anni fa, quando il gruppo conosciuto solo a livello underground si sciolse nel mistero. Staremo a vedere, ma 'Ancient god of evil' resta un capolavoro insuperabile, uno dei grandi classici del death/black metal degli anni '90.
'Eye of the greyhound' è uno dei miei brani preferiti in assoluto, nella parte finale con i due assoli di Jonas col sottofondo di tastiera a palla beh siamo vicini al concetto di musica perfetta per me. E 'Mireille' con i suoi deliziosi arpeggi è una delle strumentali che hanno segnato maggiormente la mia adolescenza. CULT

Download

Nessun commento: