In Flames - Subterranean (1995)






Incredibili le ambivalenze di questo MCD. Seconda e ultima uscita underground della band di Goteborg, ma al tempo stesso trampolino di lancio verso la firma per la major Nuclear Blast. Oggetto di culto per gli appassionati di death melodico di prima ondata, ma al tempo stesso sepolto dalla band stessa, che non l'ha (QUASI) mai tenuto in considerazione in sede live sin dal tour per 'the jester race'. Nell'estate del 1999 in concomitanza dell'uscita di 'Colony' venne chiesto a Peter Iwers, entrato da poco nella band, perchè gli In Flames persistessero nel nascondere i testi di 'Subterranean'; egli liquidò la questione asserendo in sostanza che erano testi in cui non si riconoscevano, e questo la dice lunga sul cambio di pelle che la band aveva intrapreso: la recisione del cordone ombelicale col passato pre-The Jester Race (fatta eccezione per l'immortale 'behind space') con 'Colony' (che ritengo un bel disco) era solo iniziata, e mai nessuno avrebbe immaginato a che livelli si sarebbe spinto il gruppo, nello snaturare il proprio sound primordiale. Partiti come progetto, fino a 'The Jester Race' non ebbero una formazione stabile.
All'epoca delle registrazioni di 'Subterranean' per la mitica W.A.R. correva l'anno 1994, mese di Novembre. Faccio fatica a pensare agli In Flames senza Glenn Ljungstrom, e 'Colony' è proprio un'eccezione. Ricordo quando leggendo il booklet di 'Whoracle' notai scritto tra i ringraziamenti che Glenn e Johan Larsson (il bassista, voce e basso dei leggendari Seance - si parla di 1990/1995 - ) erano di fatto usciti dalla band alla fine delle registrazioni per intraprendere altre strade. Proprio Johan, che non mi è mai piaciuto molto e non solo perchè suona col plettro, su 'Subterranean' esegue il suo miglior lavoro. Jesper si occupa di chitarra e tastiere abbandonando (finalmente!!) rispetto al debutto anche il posto dietro le pelli. Quest'ultimo, rimasto così vacante, fu suddiviso tra due mostri sacri come Daniel Erlandsson (all'epoca diciottenne) e Anders Jivarp (ventunenne) dei Dark Tranquillity, anche se nelle foto del booklet compare solo Daniel. Considerando il quarto brano 'Timeless' composto solo da arpeggi di chitarra acustica, i due suonano su due brani a testa: Daniel su 1,2; Anders su 3,5.
Il cantante. Tutti sanno che su 'lunar strain' canta Mikael Stanne che dismessi i panni di chitarrista ritmico nei Dark Tranquillity, rimpiazzato (e anche questa è storia) da Fredrik Johansson (una delle menti della nascita di un movimento musicale, lo definirei) divenne cantante dei Dark Tranquillity dal MCD 'Of Chaos and eternal night' (1994) e Anders Friden entrò solo da 'The Jester Race' in pianta stabile negli In Flames (non prima per via del servizio militare, mi pare).
Per 'Subterranean' venne chiamato come session il cantante dei Dawn, Henke Forss, una delle più stimate voci della scena estrema svedese. Henke ha un timbro inequivocabile, uno screaming acido e penetrante.
Con questa formazione gli In Flames hanno dato vita ad un mini-CD di grandissima qualità, ed è ciò che più conta. I fraseggi di chitarre sono ancor più elaborati rispetto al debutto, le melodie ancor più spiccate. Poi sarà perchè c'è Daniel, ma certi passaggi mi ricordano gli Eucharist di 'A Velvet Creation' (i primi due brani sono anche i più tirati): in pochi oggi dichiarano di trovare delle sfumature di black svedese in certi passaggi di 'Stand Ablaze' e 'Ever Dying', che sono evidentissime. Sarà perchè è uno dei primissimi prototipi di 'death melodico'? Questa maledetta etichetta mette in secondo piano anche certi riff thrash e gli inserti folk, che dal disco successivo spariscono, ma che in misura ancor maggiore erano presenti in 'Lunar Strain'.
Al pari di 'Of Chaos and eternal night' dei Dark Tranquillity, dello stesso anno, 'Subterranean' è un MCD irripetibile, indimenticabile per qualunque amante del ricercatissimo e inarrivabile suono generato da queste due seminali band, che con intenzioni diverse e risultati alterni nel corso degli anni hanno involuto la qualità della propria musica, a mio avviso.


Stand Ablaze

The time is now
Please tell me how
Set ablaze...
Crying,
Remembering how it used to be
Scarred for eternity
Was it meant to be?
A life in harmony...

Bleeding, regretting...

Solitary life
Committing suicide
Seeking sanctuary
From this world, contrary

Stand Ablaze
Screaming
As the flames caress my face
Stand Ablaze...

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