Make yourself all honey and the flies will devour you



My Dying Bride - Symphonaire Infernus et Spera Empyrium (1991)

Rilasciato su MCD e 7'' nel 1991, 'Symphonaire infernus et spera empyrium' non è solo l'esordio ufficiale del sestetto del North York Shire: è un'opera seminale di death/doom per una delle più importanti etichette discografiche nel campo della musica estrema (la britannica Peaceville) e contiene l'omonima suite di 11 minuti che segna un pezzo di storia della musica estrema, un brano di cui si parla ancora oggi.
Inoltre, contiene delle parti di violino, strumento (il 'forse' è d'obbligo ma è una quasi certezza) utilizzato per la prima volta, con assiduità, da un gruppo metal.
Martin Powell, diciassettenne di Sheffield, è così consacrato alla leggenda se vogliamo: diverrà solo nel 1993 membro ufficiale della band, ma fino al 1997/98 ha amplificato e raffinato i suoi inserti nella musica dei Bride, rendendosi protagonista di una vera e propria svolta. Il suo violino costituisce un supplemento gotico alla proposta musicale del gruppo, e la contrapposizione del suo suono con quello delle chitarre distorte crea un effetto naturale difficile da eguagliare.
Sono molto legato a quest'opera d'arte. Le brusche accelerazioni di derivazione death metal dei My Dying Bride degli esordi sono autentici assalti. Ma di fondo, il gruppo già basava il senso della propria musica su accordi lenti e catacombali spesso e col tempo ulteriormente contrapposti alla dolcezza del violino. La musica dei My Dying Bride è poesia, per me è sempre stata di livello superiore rispetto a Paradise Lost e Anathema. Il cantato di Aaron degli esordi è di stampo death/grind (nono minuto di 'Symphonaire..'...CAPOLAVORO), meno espressivo che in 'turn loose the swans' ma efficace per il suono ancora grezzo e brutale che il gruppo esprimeva.
Ultimo ma non di minor importanza, uno dei batteristi più influenti della storia del doom, Rick Miah. Adoro lo stile inconfondibile di Rick, si riconoscerebbe tra mille. Egli all'epoca aveva 18 anni, il resto del gruppo sui 20 (i due chitarristi Andrew e il mancino Calvin, e Adrian Jackson che non era ancora nel gruppo sul demo) e Aaron 22.
Se 'god is alone' fondamentalmente è un brano di death metal, 'de sade soliloquay' alterna passaggi cadenzati ad altri più accelerati, una caratteristica di molte composizioni del gruppo fino a 'turn loose the swans'.
Nella title-track c'è invece tutto ciò che i My Dying Bride erano all'inizio: malinconia, brutalità, poesia. L'intro di violino è un prologo entusiasmante. Con una sequenza 'a stanze', il brano vero e proprio ti catapulta dal doom al death con alternanze mozzafiato e una padronanza degli strumenti e del comporre già all'avanguardia. Il mio passaggio preferito è all'ottavo minuto. Aaron sin da questo debutto attinge a piene mani dalla propria passione per le letture romantiche, infarcendo le frasi di doppi sensi e spesso rendendo tutto volutamente criptico, ad interpretazione (sarà 'the thrash of naked limbs', probabilmente, il testo più riuscito in tal senso). Bisogna altresì mettere in chiaro che più di ogni altra cosa Aaron da sempre ha come obiettivo quello di pungolare la fede cattolica, con un piglio sarcastico.
Sin da questo EP egli comincia ad inserire sovente nei suoi testi la parola 'king', che ha sempre letture ambivalenti (a volte è dio, a volte è se stesso).
L'assenza di dio e la bibbia favolistica a cui la maggior parte della gente crede ciecamente, saranno sempre una vera e propria ossessione nelle sue liriche.

Unbeliavable self extinction
Admire cloned convictors
Will the beast fall
Will God save us

Symphonaire infernus et spera empyrium (il videoclip è solo poco meno della metà del brano)

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