Katatonia - Brave murder day (1996)




'La (nuova) formula consisteva nell'utilizzare un muro enorme di chitarre ritmiche distorte con strati di chitarre soliste armoniche ma dissonanti in cima, il tutto sostenuto da un mid tempo ripetitivo impiantato su un 4/4 di batteria..' (Anders 'Blakkheim' Nyström)

Ovvero, la formula che ha cambiato la storia di un genere musicale. Che poi non ho idea esattamente di quanto questo disco possa suonare doom o gothic, viste le influenze post-rock, shoegaze, un certo gusto per il 'dream pop', la musica dark. Gruppi come Kent (svedesi) o i più famosi Slowdive hanno avuto un impatto fortissimo sul mood di 'brave murder day' (a detta dello stesso Blakkheim). E credo che anche i My Bloody Valentine siano stati importanti per la nascita di questo disco.
Ma quel che denota la rivoluzione musicale operata dai Katatonia è l'aver infuso tutti questi rimandi nella loro musica, che era già unica sul debutto 'Dance of december souls' (dicembre 1993). Solo i grandi hanno saputo evolvere un genere (dopo aver contribuito a plasmarlo) nel momento di maggior inflazione. In parole povere, quando nascevano cloni di Anathema, My Dying Bride o Katatonia, tutte queste band, unitamente a poche altre, hanno evoluto ulteriormente (e sempre in modo superlativo) la loro proposta verso traguardi mai raggiunti in precedenza.
Se ad esempio già il pinkfloydiano 'the silent enigma' (Anathema, 1995) non è realmente doom (che poi viene etichettato come gothic-doom, ma davvero, che senso ha cercare necessariamente una definizione alle volte?..) figuriamoci 'Brave murder day'.
La formula su cui si basa il disco, descritta in apertura, ha spiazzato persino Dan Swano (che ritengo il più grande artista svedese nel metal) che durante le registrazioni, stando sempre alle parole di Anders, disse tutto il male possibile a quanto stava ascoltando, a tal punto da voler rinunciare al ruolo di produttore per rimanere unicamente nelle vesti di ingegnere del suono (il disco è stato registrato nei suoi leggendari Unisound).
La nota introduttiva di Anders sulla ristampa del 2006 per la Peaceville (nella foto è il digipack in basso, mentre in alto c'è l'originale dell'Avantgarde - mitica! - del 1996) svela altri curiosi retroscena. Per chi non lo sapesse i Katatonia dopo l'esordio per la No Fashion del 1993 (il già citato 'Dance of december souls', acclamatissimo oggetto di culto) vennero 'congelati' nell'autunno del 1994. Fa specie leggere su parecchi CD della scena svedese del 1995, tra i ringraziamenti, 'Katatonia R.I.P.'. Anders ci tiene a precisare che aveva sempre avuto in mente di creare qualcosa di nuovo col nome Katatonia, ma per più di un anno lui e Jonas Renkse (cantante e batterista) non si parlarono. Così Anders scrisse una lettera (!!!bei tempi!!!) a Jonas chiedendogli di cantare sul nuovo disco che voleva realizzare col monicker Katatonia che aveva cominciato a scrivere, ma Jonas dapprima rispose picche. Quel periodo di stop è stato fondamentale per la nascita di questo capolavoro. Le nuove influenze, i progetti paralleli: dunque Jonas aveva fondato gli October Tide con un nuovo chitarrista, tale Fredrik Norrman, che entrò successivamente in pianta stabile nei Katatonia.
Ho letto spesso che 'brave murder day' sarebbe il disco di Blakkheim ma io non ne sarei tanto sicuro, Jonas Renkse ha avuto la sua parte ma anche Fredrik Norrman deve aver avuto il suo grosso peso nella realizzazione della parte musicale. E' possibile infatti notare delle grosse congruenze in certi riff di chitarre tra il disco dei Katatonia e 'Rain without end', il meraviglioso album d'esordio degli October Tide (non ho mai sopportato invece il progetto parallelo di Blakkheim, i Diabolical Masquerade), che venne registrato l'anno prima ma che per i curiosi casini dei dischi metal degli anni '90 uscì solo nel 1997.
In quel CD Jonas Renkse, storica voce in screaming dei Katatonia, offrì l'ultima sua prestazione vocale con quell'approccio: infatti entrati in studio per 'Brave murder day' cominciò a provare la voce e non andava. Non è il primo caso di ragazzo che rovina le corde vocali con lo screaming, basti pensare a Carmelo Orlando dei Novembre (vedi commento per 'Arte Novecento'), o lo stesso Dan Swano che non poteva esibirsi a lungo in sede live perchè dopo 3/4 d'ora non riusciva più a cantare! (altra curiosità, Katatonia e Novembre sono molto amici, sono stati in tour assieme, Blakkheim si considera un grandissimo fan della band romana).
Per ovviare al problema chiamarono il loro grande amico Mikael Akerfeldt degli Opeth, che nel giro di una mattinata fece un viaggio in treno e li raggiunse (Anders scrive anche che in quel periodo scrivevano giorno e notte, Dan Swano arrivava in studio alle 9 e li trovava che avevano scritto qualcosa durante la notte precedente!). Trovo la voce di Mikael straordinaria, poi a livello emozionale questo è il disco su cui secondo me si adatta meglio (ascoltare come scandisce 'dead in time' su 'Brave' è sempre da pelle d'oca, ad esempio). Sarà un caso, ma su tre dei miei album preferiti canta Mikael, è incredibile! ('Morningrise' degli Opeth, 'Crimson' degli Edge of Sanity - su cui canta qualche piccola frase - e 'Brave murder day', appunto).
Ci sono però degli ulteriori elementi di novità per quanto riguarda le voci, perchè ci sono delle clean vocals registrate da Jonas Renkse. Già dal disco successivo i Katatonia intrapresero un nuovo percorso musicale, e questo approccio pulito di Jonas su 'brave murder day' costituisce il primo assaggio di quel che poi sarebbe diventata routine. In particolare c'è il brano 'day' tutto in voce pulita, che resta uno dei cardini di un certo approccio decadente nel doom (ma sia chiaro il brano non è affatto doom, anzi si apre con una batteria che tiene un ritmo trip-pop!), in cui tutte le influenze non-metal su citate emergono con maggior spicco. Non si tratta di un brano metal appunto, ma si fonde perfettamente con l'atmosfera del disco. Un brano che trovo sensazionale, decadente, molto malinconico.
Difficile descrivere le altre. A livello oggettivo la descrizione d'apertura rende tutto. C'è che sul piano emozionale quella monoliticità, che come scritto spiazza ad un primo ascolto, diventa ossessionante. Questo è uno dei CD che ha un effetto maggiormente ipnotico sui miei sensi. E le chitarre soliste in primo piano combinano delle melodie malinconiche che si sposano perfettamente con i testi.
'Endtime' si apre con una frase tratta da 'Shining' di Kubrick, è di quando propongono il ruolo di guardiano a Jack avvisandolo che può essere problematico:

"Because, for some people solitude and isolation can, of itself, become a
problem."
"Not for me"

Adoro '12' perchè ha un intro molto simile ai primi Opeth, e infatti la trovo l'unica traccia che si discosta un pò da quell'incedere a 'stanze' che caratterizza quasi ogni brano di questo disco. In '12' c'è il passaggio che mi piace di più di tutto l'album (3.47 - 4.17) e tanto per cambiare lo considero uno dei miei riff preferiti in assoluto. Questo brano era stato incluso originariamente (su una prima versione) nella compilation della W.A.R. (Volume 1) del 1995, col titolo 'Black erotica'.

In conclusione, questo è uno dei CD più belli che io abbia mai ascoltato.
I tre musicisti che lo hanno realizzato all'epoca della registrazione (luglio 1996) erano tutti ventunenni.



Brave

Brave live (a Roma nel 1996, canta Blakkheim)