In the woods... - Heart of the ages (1995)





Almeno quattro album scioccarono la scena black norvegese a cavallo tra il 1994 e il 1995, con le loro proposte sperimentali e fuori dagli schemi. Magari ce ne sono altri (ho comunque preferito evitare in questa citazione le varianti folk tipo Isengard, Storm e via discorrendo...ma soffermarmi sulla nascita del cosiddetto 'avantgarde-black') ma i CD che reputo più entusiasmanti sono innanzitutto 'Bergtatt' degli Ulver (album registrato nel Novembre 1994 per la grandiosa norvegese Head Not Found, e uscito sul mercato nel febbraio dell'anno seguente), e poi la magica triade composta da lavori registrati praticamente negli stessi periodi e, fatalità (? Direi decisamente no!!) prodotti dalla stessa lungimirante e minuscola etichetta britannica Misanthropy: 'Heart of the ages' degli In The Woods..., 'Min tid skal komme' dei Fleurety e 'Written in waters' dei Ved Buens Ende.

Almeno per questa volta è mia intenzione soffermarmi sul disco d'esordio dei miei amati In The Woods...
La band di Kristiansand aveva già anticipato la propria proposta rivoluzionaria nel demo 'isle of men' del 1993 in cui il cantante Jan già alternava al suo lancinante screaming un cantato pulito e meditabondo. Black pagano, molto grezzo al di là della registrazione, e due brani che su 'heart..' ricompaiono con piccole modifiche 'in the woods...' e 'Wotan's return' (che se non ricordo male nel demo manca della STUPENDA parte finale doomeggiante col pianoforte in sottofondo, che c'è invece nel disco d'esordio).
Gli In The Woods... sono principalmente i due gemelli Christopher e Christian Botteri (di padre italiano, me l'ha detto Jan), Oddvar a:m, Anders Kobro (anche se sul booklet di 'Heart..' è presentato come guest) Jan Transit (Jan Kennet Transeth - che se è per questo sul booklet non è neppure citato).
Che il gruppo nasca sulle ceneri dei Green Carnation è vero solo in parte. In realtà questi ultimi inizialmente suonavano death metal (demo 'Hallucinations of despair' del 1991 con i gemelli e Jan già citati, più Tchort che poi come sappiamo sciolse il gruppo per entrare negli Emperor e lo riformò anni dopo cambiando radicalmente genere), per cui si parla di tutt'altro.
In questo sorprendente debutto dai testi pagani e filosofici, gli In The Woods... oltre al black norvegese come base ovvia della propria proposta, mostrano influenze rock e progressive-rock degli anni '70 che avrebbero sviluppato sempre di più fino alla fine della propria carriera, un certo approccio doom che rimarrà anche - e solo - nel loro disco migliore (il Capolavoro 'Omnio' di cui scriverò più in là e che già anticipo essere uno dei miei dischi preferiti), e dei passaggi psichedelici di chiara influenza Pinkfloydiana (l'intro di 'yearning the seeds of a new dimension', 'mourning the death of Aase' soprattutto).
Un debutto clamorosamente eccitante perchè tutti questi elementi apparentemente privi di amalgama nella musica degli In The Woods si combinano meravigliosamente, creando un risultato maestoso e solenne (ma non si pensi all'aggettivo 'epico' che rovinerebbe tutto..). Un disco dalle sensazioni molto variabili, inevitabilmente, e questo è uno dei punti forti: da riff lentissimi e sognanti in poco tempo ci si può ritrovare catapultati in vorticosi giri di black sulfureo (la prima volta che ho ascoltato 'yearning...' sono balzato); mutamenti scanditi anche dalla versatile prova di Jan, non dotatissimo sul piano dell'intonazione, ma molto enfatico nel pulito e dannatamente killer nello screaming 'indotto-da-sgozzamento' (mio padre una volta scherzosamente mi disse "ma si sta sentendo male?" :D).
Fà veramente eccezione la già citata 'Mourning...', col 'cantato' femminile (bè si tratta di gorgheggi) di quella ottima interprete che è Synne Soprana, che in seguito avrà sempre più spazio nelle parti vocali. E' un brano che strapreferisco nella versione allungata comparsa sul singolo del '96 'White rabbit' (unitamente alla bellissima cover del brano omonimo dei Jefferson Airplane), in cui quel gorgheggio oltretutto si trasforma in vero e proprio orgasmo.
Una band da venerare, un disco di debutto da inchino.

Yearning the Seeds of a New Dimension

Among hills I have wandered
Through forests so cold
Over mountains a raging thunder
followed the ways foretold (canta 'untold')
A request a "leave me be"...
Through the shape that I longed for...
Withering visions...
Bleeding to search for the more...

Behold the memories within,
A questful battle to win.
Towards which he is carrying,
The burden named destiny.
It is poundering proud on his shoulders.
Creating and Dreaming,
Is it all the same?
As I touch this flame...

...Of mine.

I await your call,
Trough body, spirit and mind,
I shine, I shine.
The forces of Prima Mater.
Unite us this heathen night,
Yearning your unknown mysterious beauty.
(Pride and might!)

Among hills, we do wander.
Through the forests so cold.
Crossing mountains of raging thunder,
followed our way untold.

The divinity of wisdom

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