A canorous quintet - Silence of the world beyond (1996)




Non solo Goteborg nell'ondata di death melodico svedese della metà degli anni '90. Certo, all'ascolto di 'Silence..' è evidente trovarsi dinanzi ad un disco death/black melodico, ma è bene sottolinearlo perchè viene spesso accostato ad una corrente di cui non ne è stato parte.
L'influenza di un disco con punte black come 'Skydancer' (1993) dei Dark Tranquillity è indiscussa, proprio perchè la componente -melodic è uno dei fattori di maggior interesse della proposta musicale di questo quintetto (ma và?) di Kungsängen. Ma già prendendo in considerazione il piccolo MCD d'esordio nonchè oggetto di culto 'As tears' (1995) è inconfondibile il tentativo, peraltro riuscito, di rendere personale il proprio senso musicale. Ed è un peccato che la band, dopo il suo folgorante debutto su disco intero, abbia smarrito proprio la sua trasparente originalità.
'Silence of the world beyond' (1996) è stato registrato negli Abyss di Peter Tagtren. Credo che gli A canorous quintet siano tra i pochissimi ad aver reagistrato due album e un mcd rispettivamente nei tre studi svedesi più celebri nel panorama death e black, ossia Unisound, Abyss e Sunlight.
La produzione è ottima, potente e pulita al tempo stesso. Questo è un disco che associo immediatamente all'altrettanto debutto dei compagni di etichetta (la grandiosa No Fashion di Stoccolma, la mia preferita) Ablaze My Sorrow (altra band che adoro) 'If emotions still burn' (anch'esso del 1996) che purtroppo è 'sporcato' da una registrazione piuttosto scadente effettuata a Varberg nei Maffian. In entrambi i casi, ad ogni modo, parliamo di death metal melodico con punte black di marchio svedese, originale e superlativo, e indubbiamente di alcune tra le migliori produzioni uscite per la No Fashion, il che equivale al meglio che la Svezia abbia prodotto nel genere negli anni '90.
Eppure, sarà un maledetto processo mentale del tutto autonomo e che potrebbe apparire fuorviante, personalmente trovo delle familiarità tra questo disco e il debutto su disco intero degli Amon Amarth ('Once sent from the golden hall' del 1998, che reputo il loro disco migliore). Curioso come Fredrik Andersson, batterista degli A canorous quintet nonchè uno dei principali songwriter, sia diventato una delle colonne portanti proprio degli Amon Amarth ma non suoni sul primo album (su cui notoriamente suona Martin Lopez ex-Opeth, altro drummer fenomenale).
Entrando di più nel merito di 'Silence of the world beyond', questo è un album che adoro perchè sfrutta pattern melodici sempre illuminanti e ispirati, su strutture già ampiamente mature. Sono i cambi di tempo a rendere il disco sempre fresco e imprevedibile, a cui si aggiungono parti arpeggiate mozzafiato. E' questa alternanza tra death e black (su ritmi un pò più sostenuti rispetto agli Ablaze My Sorrow) su vorticosi giri di chitarra a fare la differenza. La bravura dei due chitarristi Leo Pignon e Linus Nirbrant è indiscussa. I due sono i principali artefici della parte musicale del gruppo, unitamente a Fredrik Andersson, come già anticipato. Il songwriting pur non essendo memorabile è ben al di sopra degli standard. Difficile scegliere i brani migliori, direi che 'Spellbound' ha una partenza che raramente ho ascoltato in un brano del genere ed è sicuramente uno di quelli a cui sono più legato, ma citerei anche la title-track, 'the orchid's sleep' e 'dream reality'.

Spellbound

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