Entre les murs (Laurent Cantet, 2008)

Insomma alla fine di questa carrellata ciò che mi balza subito alla mente è che a quanto pare, pur non avendo visto tutto, quest'anno a Cannes non c'è stato il film che ha fatto gridare al miracolo. Il vincitore dell'anno scorso '4 mesi, 3 settimane e 2 giorni' l'ho trovato straordinario, pur non essendo un capolavoro.
Il vincitore di quest'anno, questo 'entre le murs' è un film (girato come se fosse un documentario) molto valido ma non quello che ho apprezzato di più, seppur di pochissimo. Il tema è molto affascinante e oltretutto mi riguarda da vicino (e ha riguardato il mio passato non troppo lontano coi ragazzi), e devo dire che qualsiasi figura professionale che lavori nel campo dell'educazione non può non essersi mai imbattuto in determinate riflessioni: fino a che punto deve giungere il compito dell'educatore, il metro da utilizzare in talune situazioni, la deterrenza e la lode. Un film che potrebbe apparire come niente di particolarmente innovativo e per certi versi è così, eppure è lo stile che non può lasciare indifferenti. La classe in presa diretta con gli scontri quotidiani tra due mondi difficili da conciliare. La visione è gradevolissima, si sorride molto e ci si sconforta altrettanto. La naturalezza dei piccoli attori è sorprendente, l'ho trovata indovinatissima. Francois Begaudeau ottimo nel suo personaggio, che non appare mai come colui che ha la verità in tasca, la parte della ragione per intenderci: ecco l'altro importante elemento di qualità della visione ai fini della riflessione, che si fà fortunatamente sempre varia e ardua allo stasso tempo pur girando su temi sui quali è capitato di soffermarsi più volte e a lungo, ma la cui risposta assolta, probabilmente, non esiste. L'importante è limare la differenza: sembra essere questo il messaggio finale.

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