Gorefest - False (1992)






Dopo un decente album di debutto, gli olandesi Gorefest sono approdati meritatamente ad una major (la Nuclear Blast) e con un produttore eccellente (Colin Richardson) hanno registrato nel 1992 'False' che per molti costituisce la loro vetta artistica.
Al di là della grandiosa produzione ciò che stupisce è innanzitutto il salto di qualità che il death metal della band ha assunto rispetto al debutto 'Mindloss' (la cui etichetta era la piccola Foundation 2000, la stessa che ha prodotto i primi due CD dei The Gathering e due album dei mitici Carbonized, per intenderci) e ai demo ancor precedenti, dovuto in gran parte all'ingresso nella formazione di Boudewijn Bonebakker e di Ed Warby. Il primo è un chitarrista poliedrico e, seppur non virtuoso, capace di trovare delle soluzioni melodiche e decisamente groove davvero eccellenti, che si intensificano negli album successivi fino a gettare la basi per una naturale ma controversa evoluzione del genere proposto dalla band ('soul survivor' e 'chapter 13'). Il secondo è un ottimo batterista, che ha fatto scuola nel genere e che ha trovato posto anche in progetti decisamente lontani dal death metal, dimostrando ulteriormente le proprie capacità tecniche.
Le sfumature grind dei Gorefest degli esordi su 'False' non trovano più posto. Il death metal è più claustrofobico e variegato, i brani articolati meglio. Ma la peculiarità di maggior spicco è la capacità di creare delle alternanze nette tra rallentamenti poderosi e accelerazioni devastanti (mai a tavoletta), caratteristica che trasforma la band in una delle novità più atipiche nel panorama europeo e ben presto mondiale grazie al supporto di un'etichetta di sempre maggior prestigio. La notorietà di livello internazionale purtroppo comincia ad acquietarsi dopo il deciso cambio di rotta del 1996 su 'soul survivor', un disco che reputo molto valido e personale ma che ha fatto storcere il naso a parecchi.
Tornando a 'False', bisogna dire che oltre ad una stupefacente sezione ritmica, con variegati cambi di tempo come già anticipato, gli assoli di Bonebakker sono la perfetta antitesi degli acid-solos del death metal tradizionale, e per lunghezza spesso esorbitante e la loro componente altamente melodica hanno un carattere molto heavy metal. Il cantato di Jan Chris De Koeijer è più cupo e comprensibile, ma soprattutto molto personale, e il lavoro di trasformazione delle tematiche nei testi è la prova dell'ulteriore salto di qualità del valore del gruppo. Dalle tematiche classiche e stereotipate del death metal, Jan Chris in 'False' comincia a profondere nei testi la personale visione di molteplici aspetti sociali, attaccando senza mezzi termini religione, politica, guerra, omologazione di massa, mezzi d'informazione, sempre con dei toni corrosivi e incisivi, mai banali.
Diversi i brani diventati dei 'classici' del gruppo: l'opener 'the glorious dead', 'state of mind', la title-track, 'the mass insanity' e 'reality - when you die'. Questi ultimi sono i miei due brani preferiti del disco, e specialmente 'reality..' è spesso diventato il pezzo finale delle esibizioni live del gruppo, a causa del grandioso finale elettrizzante. E' stato inoltre realizzato un videoclip con immagini live per 'get a life'.

Reality - When You Die

The final chapter's finished
The curtain is about to fall
Ending mediocre life
Nothing to be proud of at all
Thinking back now
Despising yourself
Feelings oppressed
Always ready to bow
It wasn't real life
In fact just a play
From which, you the actor
Got fired today

Your final walk down the hallway
No applauding masses in here
Not even dead and already forgotten
Your mind is filling with fear
Never any grip on situations
Your "life" just passed you by
And all the sudden it becomes clear
And insanity takes over now

You're not going out with a bang
You won't have "your" day
Your no longer wanted in this dull play
It wasn't real life
Never came close in a way
Your contract is over
Your finished today

And then you die
Part of a generation
Whose minds are all polluted
By the habit of consumption
No need to get a life
Everything's been taken care of
Your back bone is attached to strings
In the puppetplay you're part of

No it wasn't real life
It never came close in a way
It's a shame you found out too late
Reality is when you die



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