Fratello, dove sei? (Joel Coen, 2000)


I Coen con 'Fratello, dove sei?' confezionano una gran bella commedia esprimendo a ruota libera il proprio stile sempre originale e personale. La sceneggiatura è avvincente, i dialoghi sempre brillanti e le interpretazioni come di consueto superbe.
Un road movie con le classiche 'tappe', eppure non si ha l'impressione di assistere a particolari clichè. Merito della stravaganza dei personaggi, dell'ironia delle trovate. Ripetere 'il grande lebowski' era impossibile, ma anche qui non mancano delle scene esilaranti. Il folle George Nelson che odia poliziotti e vacche e che pensa di essere alto tre metri, lo pseudovenditore di bibbie (grande John Goodman!), le sensuali sirene (uhuhuh), sono tra i personaggi più pittoreschi del cinema dei Coen. A torto considerato spesso un minore, questo film è una frizzante parabola sull'amicizia e sulla tenacia. Un film che trasmette positività perchè i tre protagonisti, nella loro imperfezione, ricalcano forse il nostro lato più buffo ma lo innalzano a vessillo della propria perspicacia. E l'inondazione finale spazza via tutti i dubbi mistici: l'uomo difronte alla difficoltà si aggrappa a tutto pur di sopravvivere, ed ecco spiegata la fede attraverso le parole di Everett. L'uomo è ciò che crea, e crea ciò che è ('the link' dei Gojira), non c'è niente di trascendentale, dopotutto, a cui appigliarsi per poter vivere o cercare di farlo nel migliore dei modi.

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