Lykathea aflame - Elvenefris (2000)




Difficile poter etichettare questo disco, che al giorno d'oggi purtroppo è l'unica uscita di questa band della Repubblica Ceca.
Si conosce molto poco dei Lykathea Aflame. Quattro artisti di Praga, di cui in tre suonavano in precedenza in un gruppo chiamato Appalling Spawn. Poi s'è unito al gruppo il batterista Tomas Corn, e sono nati i Lykathea Aflame, che dopo questo disco sembra abbiano rischiato più volte lo scioglimento, e cambiato nome in Lykathè. Era stato promesso in una nota sintetica che i 4 nel 2006 stessero lavorando a nuovo materiale, ma in seguito non s'è saputo più nulla. Una sola foto reperibile in cui non si vedono neppure tutti i componenti del gruppo (quella che vedete in alto...sullo stesso booklet del CD non ce ne sono), pochissime interviste. Eppure questa band è diventata di culto per tanti, death metallers e non solo. Questo loro unico gioiello a mio modo di vedere è una delle uscite più incredibili della musica estrema, un elemento di assoluta novità perchè riesce a conciliare tecnica e aperture inaspettate e sempre imprevedibili in un genere che specie alla fine degli anni '90 soffocava clamorosamente per la mancanza di nuove idee.
Come si può cercare di riassumere 'Elvenefris'?
Il brutal non mi ha mai dato nulla, sia per la ritmica che per il growl (chiamiamolo così...) caratteristico, che non è più growl ma latrato di cane.
Apprezzo pochissimo il grind, che spesso trovo addirittura privo di senso.
Ebbene, i Lykathea Aflame su questo disco suonano fondamentalmente in linea con i due generi appena citati, e mi fanno impazzire...com'è possibile?
Difficile inquadrare tutte le possibili spiegazioni. Nella loro musica c'è molto altro: c'è death tecnico, ci sono melodie, arpeggi, clean vocals, passaggi tastieristici di rara bellezza, elementi folk e talvolta strumenti che col metal non hanno a che vedere. Il tutto amalgamato in un modo assolutamente divino. Ascoltare 'Bringer of elvenefris flame' o 'Sadness and strength' è pura trascendenza. Quest'ultimo brano citato rappresenta probabilmente la sintesi di ciò che è la musica della band ceca.
La tecnica del gruppo è elevatissima, in particolare il batterista Tomas Corn è mostruoso e ad essere sincero credo che in pochi siano al suo livello.
Forse il CD è troppo lungo, macchissenefrega, questo album è stratosferico, roba irripetibile se non dai musicisti stessi.
Eppoi quando mai si è ascoltato un gruppo death o comunque estremo che scrive per il proprio album un concept filosofico fondato su principi buddisti??
Un'ora di musica estrema esaltante, calcolata ma emozionante al tempo stesso, per arrivare alla conclusiva (bellissima!) traccia ambient 'Walking in the garden of Ma'at' che è una vera liberazione spirituale, anche per chi non crede nello spirito e nell'anima, parole così tanto rivendicate nel disco che ti rincorrono piacevolmente dopo un ascolto.
Assolutamente uno dei miei dischi di death metal (che è il mio genere) preferiti.

Bringer Of Elvenefris Flame

Again he'll find himself in silence and solitude,
again he'll rise from land of sadness,
again he'll begin to shine for your eyes.
Tears shall bear his inner beauty and noble soul
and his body will come into flower by gorgeous aura.

His eyes shall fill you by energy,
his eyes shall permeate behind your walls
and your strongholds shall crash.
You will stand before him in your nakedness and
maybe then for the first time you will see it yourself.

But do not be afraid,
his eyes shall purify you
and the iced hearts of yours shall suck the rays of his Sun.

...and you'll hear the beautiful voice
and the purest words - the unspoken ones,
you will comprehend real love
and awakened you'll weep....


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